“Bisogna coltivare il nostro giardino”

(Candide, Voltaire)

Questo blog nasce con l’intenzione di raccogliere testimonianze ed opinioni di tutti coloro che hanno potuto o dovuto toccare con mano la realtà del lavoro stagionale sulla costa romagnola. Lo scopo è quello di creare uno spazio in cui possano emergere le prime voci di denuncia ad un SISTEMA DI SFRUTTAMENTO, da considerare come un vero e proprio SCHIAVISMO ESTIVO che persiste indisturbato da decenni a questa parte.

Questa iniziativa è frutto della consapevolezza che i grandi cambiamenti, da sempre auspicati, possono prendere forma solo attraverso LA CONDIVISIONE delle stesse ingiustizie, L’UNIONE e LA SOLIDARIETA di fronte alla medesima condizione. Ancora più importante è la presa di coscienza, da parte di tutti, della situazione a dir poco critica che i lavoratori dipendenti del settore turismo si trovano a dover accettare, convinti del fatto che le retribuzioni siano dopotutto vantaggiose e dunque il gioco valga la candela. Proprio per sfatare questa concezione diffusa, il blog si propone di INFORMARE tutti i lavoratori appartenenti a qualsiasi categoria del settore sui loro REALI DIRITTI, affinché non venga più tollerato il modo in cui i potentati del turismo si arricchiscono, ignorando la dignità degli instancabili lavoratori i quali, per forza di cose, concepiscono il rispetto del contratto come un miraggio e si trovano a dover subire vessazioni quotidiane e ricatti.

Pertanto il blog vuole sensibilizzare oltre che gli addetti ai lavori, coloro che vivono la situazione dall’esterno e che con remissività si limitano a ritenerla qualcosa di assodato ed immutabile. Tutti sanno che laddove sono state intraprese delle battaglie con decisione, come nel caso dei bagnini di salvataggio, i risultati sono stati ampiamente soddisfacenti.

Invitiamo dunque tutti i naviganti ad usufruire del materiale informativo a disposizione ed a rilasciare il loro contributo descrivendo le esperienze vissute, esprimendo punti di vista ed elaborando proposte, proprio come tante piccole gocce che faranno traboccare il vaso.

giovedì 21 luglio 2011

IL VIDEO "SCHIAVINRIVIERA"

   Dal 2008 il Comitato Schiavinriviera denuncia e combatte lo sfruttamento dei lavoratori del turismo della Riviera Romagnola, facendo emergere le condizioni di schiavismo cui sono sottoposte migliaia di persone, nella totale indifferenza delle Istituzioni.
   Consapevoli dell’importanza dell’arte come mezzo per percepire ed elaborare le urgenze della realtà quotidiana, abbiamo realizzato questo cortometraggio, forte ed essenziale. Partendo dalla dimensione del gioco, il video contrappone un sistema che non rispetta alcuna regola morale e brucia l’estate di moltissimi giovani e non.
   Per sensibilizzare i cittadini ed informare i lavoratori stagionali sui loro diritti negati abbiamo creato un blog, grazie al quale molti lavoratori hanno potuto raccontare in forma anonima le proprie esperienze e chiedere consigli.
   Ora serve la forza per pretendere la legalità ed ottenere il cambiamento.
   Per questo, il Comitato Schiavinriviera invita i cittadini ed i lavatori stagionali a descrivere precisamente le condizioni di lavoro in particolari aziende, ed offre il proprio supporto nella segnalazione di irregolarità al servizio ispettivo e nell’organizzazione di vertenze sindacali.
Il video è stato ideato e diretto da Lele Marcojanni.
Le musica è di Glauco Salvo.
Ad entrambi va un sentito ringraziamento.

       BUONA VISIONE








giovedì 30 giugno 2011

LA CAMPAGNA 2011.

SI PARTE!!!

















Oggi 30 giugno sulla costa Romagnola tornano i manifesti gialli “Cercasi Schiavo.”
Abbiamo arricchito la campagna di comunicazione, organizzando un camion vela che sfila per le strade di tutta la riviera, con uno slogan che riprende l’ormai famoso manifesto. Siamo alla terza stagione di comunicazione; i motivi di fondo della sfida permangono, dato che la maggior parte delle aziende turistiche impongono condizioni paraschiavistiche, violando i diritti sanciti dal contratto nazionale.

Abbiamo costruito una nuova narrazione del lavoro nel distretto turistico della Riviera Romagnola. Nell’estate 2011 tutte le forze politiche  hanno ammesso che negli ultimi decenni si è usata l’illegalità diffusa per rendere “virtuali” i diritti di cittadinanza e dei lavoratori nella maggioranza delle aziende turistiche romagnole.

Diverse decine di camerieri e commesse hanno narrato, usando la rete o la carta stampata, le proprie condizioni di lavoro disumane e l’immoralità del titolare d’azienda. La nuova narrazione ha fornito di senso all’azione rivendicativa dei singoli, producendo il raddoppio delle vertenze sindacali e l’emergere di nuovissime forme di resistenza. Ciò dimostra che la scommessa politica, iniziata tre anni fa, era sensata e necessaria in Romagna. Il problema è territoriale, e collaborando con i soggetti del territorio che si dichiarano contro lo schiavismo può essere risolto.

Ora sentiamo il bisogno di tornare all’inchiesta, usandola come strumento di miglioramento delle condizioni di lavoro: raccogliendo il maggior numero possibile di storie, cercheremo di capire quali tattiche adottare per continuare ad ottenere risultati positivi per i lavoratori.

Per questo motivo, invitiamo tutti i lavoratori ad iniziare due pratiche: da un lato autoformarsi sui propri diritti e dall’altro redigere un diario, appuntando tutte le ore lavorative e segnando precisamente tutti i diritti resi “virtuali” dal datore di lavoro. Tale diario sarebbe uno strumento utile per denunciare la situazione di sfruttamento personale e dei colleghi all'ispettorato del lavoro.



giovedì 23 giugno 2011

I TUOI DIRITTI



I DIRITTI DEI LAVORATORI STAGIONALI

La vostra situazione è regolata dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro per i dipendenti del settore turismo. Cari schiavi,ci sono alcuni semplici e chiari articoli che dovreste conoscere.L'Art 81 dice che avete il diritto di essere riassunti, la stagione successiva, nell'albergo dove lavorate, con almeno la stessa qualifica.Entro 3 mesi dall'ultimo giorno di lavoro (secondo contratto) dovete spedire al datore di lavoro una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui specificate la vostra intenzione di esercitare il diritto di precedenza per la stagione successiva. Potete anche presentare il modulo a mano e farvelo consegnare firmato e timbrato (lo trovate sopra questo post). In questo modo non dovrete più avere alcuna paura di perdere il lavoro. Infatti il non rispetto di questo diritto equivale ad un licenziamento senza giusta causa.Questo è niente. Tenetevi forte schiavi. Gli articoli che vanno dal 199 al 230 dicono che voi avete gli stessi diritti di un lavoratore stabile. Cioè voi avete diritto alla tredicesima mensilità, voi avete diritto alla quattordicesima mensilità, voi avete diritto alle ferie( retribuite se non godute). Ovviamente tutto in proporzione al periodo di lavoro prestato.Avete tempo di leggere ancora un po o dovete correre a finire le vostre 12 ore di lavoro quotidiano, schiavi? L'Art 97 dice che voi dovete lavorare 40 ore a settimana, con un giorno libero e che al massimo potete fare 8 ore di straordinari a settimana!!!!Queste ore di straordinario devono essere pagate il 30% in più delle altre, mentre le ore lavorate durante una domenica o un giorno di festa il 20% in più.Per chi fa il portiere o comunque per tutte le ore lavorate da mezzanotte alle 6 del mattino la retribuzione è maggiorata del 60%.Lo sapevate?Ma voi ora state pensando: "e si vabbe!, figurati chi rispetta le regole, e poi noi preferiamo lavorare di più, PERCHE' COSI' PRENDIAMO DI PIU'" Allora provate a leggere le tabelle salariali. Quanto vi danno i vostri cari datori di lavoro?1400 euro al mese? 1600? 1700?E VI SEMBRA TANTO SCHIAVI? AVETE VISTO CHE QUELLE CIFRE, PIU' ESATTAMENTE 1625,69 PER UN CAMERIERE DI QUINTO LIVELLO, LE DOVRESTE PRENDERE PER LAVORARE 40 ORE A SETTIMANA? CON UN GIORNO LIBERO?Perchè dovete calcolare anche tutti quegli elementi (Tfr, ferie, tredic. quattord.) previsti dal contratto e dalle leggi.Voi prendete, se va bene, gli stessi soldi per lavorare 80 ore a settimana. Gli schiavi più intelligenti di voi staranno pensando "SI, E' VERO, MA LORO CI DANNO ANCHE DA MANGIARE E DA DORMIRE"Perchè questo è quello che i cari albergatori vi fanno pesare sul piatto della bilancia, e vi dicono che se doveste affittare una stanza ora, con i prezzi che ci sono, spendereste una cifra molto alta. Sapete perchè dicono così?PERCHE' NON SAPETE CHE IL VITTO E L'ALLOGGIO HANNO DEI PREZZI CONVENZIONATI PER LEGGE E FRUTTO DI ACCORDI FRA LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DEGLI ALBERGATORI E DEI DIPENDENTI. NON SAPETE CHE NON VI STANNO REGALANDO PROPRIO NIENTE. Avete ancora un po di tempo? Volete sapere questi prezzi?Un pasto (pranzo o cena) costa 0,70 euroUna prima colazione costa 0, 12 euroUn pernottamento costa 0, 75 euro, Tutto da scalare dalla busta paga. Avete voglia di fare due conti? Prendiamo carta e penna, calcolatrice alla mano e proviamo a calcolare quanti soldi vi rubano i vostri cari amici albergatori: Prendiamo il caso più comune, un cameriere, un barista, un tuttofare, una cameriera ai piani che lavora 12 ore al giorno. Considera le tariffe di cui sopra e quanto ti deve essere pagato lo straordinario e il festivo. Partendo dalla paga base, calcolado che lavori 84 ore a settimana fai un rapido calcolo. Sottrai quei 68,1 euro che gli devi tu per il vitto e l'alloggio.............................................si, il conto è giusto, dovresti guadagnare più di 3000 euro al mese. Oppure 1615, 69 senza straordinari, con un giorno libero e 40 ore a settimana. Sappiamo che voi lavorate in media 10, 11 o 12 ore al giorno, sappiamo che non avete il giorno libero, sappiamo che lo fate perchè non avete alternative, sappiamoo che da dove venite voi la situazione è peggiore, sappiamo che se alzate la testa rischiate di restare a casa. Ma ora anche voi sapete: Voi sapete i vostri diritti, Voi sapete che non vi regalano proprio niente, Voi sapete che lavorate come schiavi, Voi sapete che se alzerete la testa sarete rispettati, Voi sapete che se avrete il coraggio di fare vertenza la vincerete, Voi sapete che se vi rivolgerete ad una qualsiasi organizzazione sindacale vi aiuteranno, Voi sapete che avrete il diritto di precedenza per l'anno successivo e le minaccie dei datori di lavoro vi faranno solo ridere. Non siamo sindacalisti, siamo solo un gruppo di ragazzi che hanno alzato la testa e ora siamo trattati come esseri umani e non come schiavi. Siamo solo stufi dei cari imprenditori turistici di questa zona. Cari, troppo cari, se guardiamo quanto costano ai loro dipendenti
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INTERVISTA A MASSIMILIANO CHIEPPA, DIRETTORE DELL'ISPETTORATO DEL LAVORO DI RIMINI.

23/08/10
Lavoro nero

Sulla Riviera romagnola
ora i lavoratori denunciano di più

di Matteo Marini
Parla Massimiliano Chieppa, direttore del servizio ispettivo del Dipartimento del lavoro di Rimini: nella costa delle vacanze le condizioni di impiego irregolare non sono un eccezione, ma un cancro diffuso. Per ragioni economiche e culturali

"Il lavoro irregolare è un cancro diffuso. Il gruppo alberghiero dei Coppola ora è sotto esame, ma dietro di loro si nasconde un malcostume endemico, legato purtroppo anche a un fattore culturale di questa zona. Il 70-80 per cento delle attività che controlliamo ha infatti delle irregolarità". Così Massimiliano Chieppa, direttore del servizio ispettivo del Dipartimento provinciale del lavoro di Rimini, commenta le ragioni delle proteste dei lavoratori stagionali della Riviera. I casi degli hotel Mosè di Torre Pedrera, del Maracaibo di Rivazzurra o del K2 di Cesenatico, secondo Chieppa, finiscono per essere un capro espiatorio. Additati come l'eccezione dagli altri operatori all'interno di un panorama che si vorrebbe lindo e immacolato.

Dottor Chieppa, gli ispettori del lavoro in provincia di Rimini sono sufficienti? E come operano?

Fino al 2006 la situazione era tragica, eravamo 5 o 6, assolutamente insufficienti per le oltre 4.000 attività della provincia da controllare. Poi, in seguito a concorsi sono state effettuate numerose assunzioni. Ora siamo 26, compreso il nucleo ispettivo che fa capo ai Carabinieri. Diciamo che ci attiviamo in due modi: su segnalazione da parte dei lavoratori oppure di nostra iniziativa, nei confronti di aziende che già abbiamo nel mirino per i loro precedenti.

I risultati?

Fino all'80 per cento delle imprese che visitiamo mostrano irregolarità. È un dato allarmante. Va precisato però che agiamo su segnalazione o su realtà che già ci sono note.

Quello che è successo negli hotel del gruppo Coppola secondo lei fa parte davvero di pochi casi isolati?

No, è un cancro diffuso. Ora si prendono di mira i Coppola ma sono come un capro espiatorio dietro il quale si nasconono tutti gli altri. Non sono un'eccezione. Quest'anno però abbiamo notato un mutamento nelle denunce da parte dei lavoratori.


Sono di più?


Di solito la maggior parte delle denunce arriva all'inizio della stagione e del rapporto di lavoro, oppure alla fine, quando, una volta risolto il rapporto, il lavoratore pensa che siano stati violati i suoi diritti e per questo decide di denunciare. Quest'anno invece a luglio c'è stata una impennata del 50%. Erano 106 da giugno a fine agosto nel 2009. Quest'anno sono 156. In parte è dovuto al fatto che c'è più urgenza di avere i soldi subito, il fatto di liquidare tutti gli stipendi a fine stagione è comune. Dall'altra, probabilmente, il datore di lavoro fa capire che quest'anno pagherà poco, se pagherà.

E i motivi di denuncia più frequenti quali sono?


Soprattutto i prospetti paga non corrispondenti alla realtà, cioè viene denunciata una cifra più bassa di quella che il lavoratore effettivamente percepisce, per pagare meno contributi. Il resto viene passato fuori busta, in nero. Poi c'è il fenomeno della retrodatazione. Il lavoratore comincia a lavorare ma viene assunto magari 15 giorni dopo. Anche qui il resto è tutto in nero. I giorni di mancato riposo e l'orario, anche se sono i casi più difficili da ricostruire perché ci dobbiamo basare sulle testimonianze dei dipendenti. Noi non abbiamo il potere di mettere mano ai cassetti del datore di lavoro per verificare se esista un registro delle paghe in nero.

E le realtà più problematiche?


Le riscontriamo negli hotel a di fascia media, i tre stelle. È difficile che una grande struttura faccia del nero spicciolo. Di solito i grandi hotel utilizzano agenzie di somministrazione del lavoro con contratti meno onerosi. Abbiamo assunzioni per esempio per facchini e poi li mettono a fare i camerieri o i cuochi. In questi casi per noi intervenire è più difficile perché le procedure sono più lunghe. Infatti preferiamo concentrarci su realtà più piccole dove i lavoratori sono direttamente dipendenti dell'hotel.

Sono poche secondo lei queste denunce?


Quando interveniamo sul posto di lavoro, di solito, il primo "avversario" è proprio il dipendente, che spesso dichiara il falso. Un po' per paura di perdere il posto, un po' perché a loro sta bene lavorare a certe condizioni. Soprattutto i lavoratori immigrati per quanto riguarda le condizioni di alloggio, orario e stipendio. In genere capiamo se qualcuno mente. Però agiamo con armi spuntate. I controlli risolvono solo parte della questione, è una catena che non si spezza così.


Mancano gli strumenti o le sanzioni sono troppo basse?


Le sanzioni sono state inasprite con la legge Bersani nel 2007. Ci sono multe salate per chi ha dipendenti in nero, compresa la sospensione dell'attività. Poi la maxisanzione, sempre del decreto Bersani: 3.000 euro di multa più per ogni lavoratore non in regola e 150 euro per ogni giorno di lavoro in nero. È un deterrente valido.

E allora, perché questa situazione?


In parte è una questione culturale, in parte economica. In Romagna la mentalità è rimasta quella della conduzione famigliare, con certi ritmi stagionali. Sia da parte del datore di lavoro che del dipendente che accetta certe condizioni. Dall'altra c'è il fenomeno degli hotel in affitto, che impone di fare utili.

Rimini è peggio del resto d'Italia?


Non oso fare confronti senza i numeri alla mano. Però la situazione qui si avvicina molto alle problematiche tipiche nel Sud Italia, realtà che conosco bene perché sono originario della Puglia. Ho conosciuto ragazzi venuti qui dal Mezzogiorno che speravano di trovare condizioni diverse di lavoro e di tutela e invece mi dicono delusi che qui "è peggio di giù". 'Il salto culturale, dagli anni '60 in poi, qui non c'è stato.

mercoledì 22 giugno 2011

domenica 5 giugno 2011

APPUNTI DALL'INCHIESTA

Un caso di schiavismo e molestie a Bellaria Igea Marina.
Abbiamo deciso di utilizzare nomi fittizi, almeno per ora, attendendo gli sviluppi delle indagini di carabinieri ed ispettorato del lavoro.

    Maria (nome di fantasia) è partita da Torino verso la Riviera Romagnola, dovendo risolvere alcuni problemi personali, in primis il bisogno di denaro. Era cosciente che avrebbe dovuto accettare qualsiasi lavoro, pur di racimolare una determinata cifra. Il caso l’ha condotta a lavorare presso un albergo di Bellaria: Hotel La Pietra.
La durezza del lavoro è quello standard per la provincia di Rimini: salario di 5 euro all’ora, mancanza di giorno libero e circa ottanta ore settimanali. All’inizio del lavoro, Maria è stata messa in difficoltà dalla consuetudine aziendale di dover firmare le dimissioni in bianco insieme al contratto fittizio proposto dal titolare trentenne: Matteo Cazzola.
    La cifra del lavoro quotidiano la provava fisicamente e psicologicamente. Ma è stata la natura di controllo totale imposto da Matteo che la opprimeva. Il desiderio del Padrone di controllare le uscite serali ed imporre precisi orari di ritorno presso l’azienda. Il posto letto da “gentile concessione” era divenuto lo strumento per far diventare totalizzante la pratica di riduzione in schiavitù. Matteo voleva controllare la vita di Maria oltre le ottanta ore di lavoro. I diversi sms inviatele esplicitano la pretesa di sudditanza totale del corpo femminile: fino a giungere ad esplicite e volgari richieste sessuali. I limiti posti dalla lavoratrice torinese irritavano Matteo, e le discussioni divenivano sempre più feroci, finchè quest’ultimo ha deciso di cacciare violentemente Maria dall'albergo, creandole notevoli problemi per l’alloggio.
    A questo punto, Maria si è rivolta ad un attivista del nostro Comitato, ed inizia a raccontarle tutto. Quando Lorenza accompagna Maria ad incassare il denaro dovuto dall’albergatore, mette a fuoco che i colleghi non sono affatto solidali, dato che sono schiacciati nel proprio egoismo nel difesa dell magro salario, il posto letto ed alcuni regalini illegali, come possano esser droghe leggere. La voglia di giustizia ha spinto Lorenza ad accompagnare Maria presso diversi uffici, come quello dell’Ispettorato del Lavoro e dei Carabinieri per denunciare la dinamica di schiavismo eclatante dispiegato dall’albergatore romagnolo.
    Se l’inchiesta è un ballo fra narratore ed intervistatore. La voglia di giustizia è la musica che dà il senso a tale danza, battendo il tempo di una nuova solidarietà.

lunedì 17 gennaio 2011

DIARIO DI UN CAMERIERE INTERMITTENTE









Dopo essersi imbattuto in un colloquio di lavoro con un albergatore riminese, per qualche servizio serale durante le feste, Mauro decide di narrarci la sua esperienza in forma di diario. La pubblichiamo con piacere.

Rimini. 27.12.2010.

Sto andando in palestra dopo giornate di violentissime cene famigliari. Mentre chiacchiero con un mio amico mi telefona Bergamini, proprietario dell'Hotel America di Rimini Sud (nomi di fantasia).

Da circa sette giorni sono impegnato nella ricerca di lavoro per le serate durante le feste, ed in particolare per il Capodanno. Avevo parlato con Bergamini il 23 e si era mostrato possibilista, dato che stava aspettando un nuovo cameriere dal meridione.

Durante la telefonata rimase colpito dalla mia lunghissima esperienza, ma era dubbioso sul fatto che io potessi far tutta quella strada per lavorare, venendo da Cesenatico.

Il 28 mattina mi sveglio molto presto, mi infilo le scarpe da lavoro ed i pantaloni eleganti delle grandi occasioni. Controllo che nel borsello nero ci sia tutto, compreso il quadernino. Per partire devo un po' disperare dato che la sera prima non avevo avuto voglia di mettere la macchina dentro il garage, quindi il ghiaccio mi fa perdere cinque minuti e cresce la paura di arrivare in ritardo.

Arrivo all'Hotel America con tre minuti di anticipo, mi accoglie la segretaria, mentre mi avvicino all'ufficio soffro di strabismo, per guardare sia il titolare che la cameriera, presa dal suo lavoro con gli occhiali rossi abbassati.

Ci sediamo in una scrivania piena di carte e l'anziano albergatore, con la cravatta sotto la maglia a punta, mi chiede: “Quanti anni hai ? Permette che Le dia del «Tu»?, Sai, vi è una notevole differenza d'età, e credo che sia normale che Le dia del Tu”.

“Certo, Mi dia del Tu, signor Bergamini. Ho 28 anni, ed ho iniziato a fare il cameriere a 14 anni...” Mi prendo una pausa per aggiungere: “In un ristorante spinavo il pesce al tavolo...”

Ma mi interrompe, seppur con garbo, per narrare la qualità dell'Hotel: “Qui la gestione è casalinga, non ti chiediamo di sporzionare il pesce o altre cose del genere, se non in casi eccezionali. La nostra clientela lo richiede raramente, viene qui da decenni e soprattutto per la cucina. Sai, la dirige da sempre mia moglie ed è molto brava”

“E la sala?” Gli chiedo velocemente.

“Quella è sempre stata una mia passione, ho 70 anni e la mando avanti da 30, ho un'esperienza che mi viene riconosciuta anche nella Scuola Alberghiera, per questo non ho mai preso il maitre. Io controllo ed ho un rapporto di altissimo rispetto, per cui se mi accorgo che una ragazza lavora male la chiamo in ufficio, e le dico «Guarda il tavolo dei milanesi non è contento di te, ieri gli hai portato le lasagne fredde...»

“chiaro, con educazione è meglio,” assecondo.

L'albergatore precisa: “Qua si tratta di rispetto, io do rispetto, ma lo pretendo. Per cui se ci sono dei malesseri devono emergere subito, tanto più che qua siamo una grande famiglia, ed io ascolto i miei camerieri allo stesso modo con cui ascolto mio figlio. E se si lavora bene sono il primo a riconoscerlo e a premiarti”.

Provo ad inserirmi nella sua riflessione: “Ma in questi giorni gli orari sono quelli normali dell'albergo riminese?”

Il signor Bergamini me li descrive con precisione: “Ma l’eccezione è il capodanno, in cui mi vieni alle 17, e poi alle 4 di notte sicuramente abbiamo sistemato tutto, sai per le due o le tre se ne vanno tutti. Poi il primo e la domenica, gli orari sono quelli classici: la mattina dalle 7:00 fino alle 14:30 e poi si riprende alle 18 fino alle 21:30.”

Io prendo appunti sul mio quadernino tascabile, ma Lui si affretta: “Dai adesso non scriver con tanta precisione, poi se c'è da far un po' più tardi si fa, e se hai bisogno di un appoggio per riposarti ti troviamo un letto, così sei sempre qui”.

“Urca!, grazie grazie, sa, tornando a casa si spenderebbe un bel po' di tempo e di soldi in benzina.”

A questo punto il titolare cambia il tono della voce e domanda: “Ma te quanto mi chiedi?”

“Non so...veramente faccia Lei, io devo lavorare, ma faccia Lei, veramente...”

Ma Lui insiste: “Bisogna che mi dici un prezzo”.

Io prendo fiato e mi avventuro: “Una doppia premessa: sto aspettando la conferma da un altro ristorante (.. l’altra proposta mi era arrivata da San Marino), ma io preferisco lavorare da Lei, dato che mi propone tre giorni di lavoro invece di uno”.

L'albergatore non si vuole perdere in inutile e chiede precisazione: “Ma quindi, quanto ti hanno offerto di là?”

“200 euro per la notte di capodanno”.

Bergamini si irrigidisce, gli occhi gli escono fuori dalle orbite. “Evidentemente tu sei molto bravo ed è bene che vai a lavorare in quel ristorante,” dice tutto d’un fiato. Allora rimetto il discorso su un’ altra carreggiata: “Ma io voglio lavorare il più possibile per guadagnare il più possibile. Per cui Lei quanto mi offre per tre giorni di lavoro (Capodanno, il Primo e il due )?”

“200,” risponde prontamente, accorgendosi che io lo guardo con la bocca storta. “Tre giorni 200 euro è una cifra normale”.

Io con la mandibola ancora scomposta confermo:”Certo, certo, per un albergo è normale, io sono romagnolo e tutti i miei amici albergatori romagnoli mi avrebbero pagato così, e quelli che lei ha detto sono i classici orari”.

L'elegante riminese aggiunge: “ecco ottimo, fra romagnoli ci capiamo al volo e ci trattiamo da amici”.

Mi infilo in macchina e con il cellulare faccio l'operazione: 200 euro diviso 33 ore uguale sei euro all'ora, tenendo conto che questa estate guadagnavo otto euro all'ora, mi vengono i brividi.

Mi dirigo verso casa passando di fianco al palco quasi pronto per la diretta della Rai, ma la televisione di Stato racconterà un altro film e lavorerà per il bene di Bergamini, un modello di eleganza romagnola.

CONTROLLO DETTAGLIATO DELLA RITRIBUZIONE DI MAURO








Con una consulenza qualificata, abbiamo conteggiato quanto il nostro cameriere intermittente avrebbe dovuto guadagnare, lavorando secondo le condizioni descritte dell'albergatore Bergamini.

Consultando i contratti nazionali, abbiamo tenuto conto dei seguenti parametri:

-Paga oraria per il lavoro ordinario, lavoratore di quarto livello 7,93euro;

-Straordinario diurno, con maggiorazione del 30%: 10,30 euro;

-Straordinario notturno, con maggiorazione del 60%: 12,68 euro;

-Maggiorazione lavoro domenicale (10%) 0,79 euro per ogni ora di lavoro;

-Maggiorazione del 20% per il lavoro in giorno festivo;

-64,31 euro per non aver goduto del riposo in una festività (Il primo dell'anno).

Retribuzione giornaliera lorda

31.12.2010 : 103, 46 euro

01.01.2011: 158, 65 euro

02.01.2011: 101,66 euro

Totale lordo: 363, 77.

La differenza monetaria non impressiona, ma in percentuale il nostro elegante albergatore ha derubato del 50% del salario il potenziale cameriere, obbligando a prestare una giornata di lavoro gratuito su tre.

Un 3 x 2... da veteroschiavista.