“Bisogna coltivare il nostro giardino”

(Candide, Voltaire)

Questo blog nasce con l’intenzione di raccogliere testimonianze ed opinioni di tutti coloro che hanno potuto o dovuto toccare con mano la realtà del lavoro stagionale sulla costa romagnola. Lo scopo è quello di creare uno spazio in cui possano emergere le prime voci di denuncia ad un SISTEMA DI SFRUTTAMENTO, da considerare come un vero e proprio SCHIAVISMO ESTIVO che persiste indisturbato da decenni a questa parte.

Questa iniziativa è frutto della consapevolezza che i grandi cambiamenti, da sempre auspicati, possono prendere forma solo attraverso LA CONDIVISIONE delle stesse ingiustizie, L’UNIONE e LA SOLIDARIETA di fronte alla medesima condizione. Ancora più importante è la presa di coscienza, da parte di tutti, della situazione a dir poco critica che i lavoratori dipendenti del settore turismo si trovano a dover accettare, convinti del fatto che le retribuzioni siano dopotutto vantaggiose e dunque il gioco valga la candela. Proprio per sfatare questa concezione diffusa, il blog si propone di INFORMARE tutti i lavoratori appartenenti a qualsiasi categoria del settore sui loro REALI DIRITTI, affinché non venga più tollerato il modo in cui i potentati del turismo si arricchiscono, ignorando la dignità degli instancabili lavoratori i quali, per forza di cose, concepiscono il rispetto del contratto come un miraggio e si trovano a dover subire vessazioni quotidiane e ricatti.

Pertanto il blog vuole sensibilizzare oltre che gli addetti ai lavori, coloro che vivono la situazione dall’esterno e che con remissività si limitano a ritenerla qualcosa di assodato ed immutabile. Tutti sanno che laddove sono state intraprese delle battaglie con decisione, come nel caso dei bagnini di salvataggio, i risultati sono stati ampiamente soddisfacenti.

Invitiamo dunque tutti i naviganti ad usufruire del materiale informativo a disposizione ed a rilasciare il loro contributo descrivendo le esperienze vissute, esprimendo punti di vista ed elaborando proposte, proprio come tante piccole gocce che faranno traboccare il vaso.

domenica 5 giugno 2011

APPUNTI DALL'INCHIESTA

Un caso di schiavismo e molestie a Bellaria Igea Marina.
Abbiamo deciso di utilizzare nomi fittizi, almeno per ora, attendendo gli sviluppi delle indagini di carabinieri ed ispettorato del lavoro.

    Maria (nome di fantasia) è partita da Torino verso la Riviera Romagnola, dovendo risolvere alcuni problemi personali, in primis il bisogno di denaro. Era cosciente che avrebbe dovuto accettare qualsiasi lavoro, pur di racimolare una determinata cifra. Il caso l’ha condotta a lavorare presso un albergo di Bellaria: Hotel La Pietra.
La durezza del lavoro è quello standard per la provincia di Rimini: salario di 5 euro all’ora, mancanza di giorno libero e circa ottanta ore settimanali. All’inizio del lavoro, Maria è stata messa in difficoltà dalla consuetudine aziendale di dover firmare le dimissioni in bianco insieme al contratto fittizio proposto dal titolare trentenne: Matteo Cazzola.
    La cifra del lavoro quotidiano la provava fisicamente e psicologicamente. Ma è stata la natura di controllo totale imposto da Matteo che la opprimeva. Il desiderio del Padrone di controllare le uscite serali ed imporre precisi orari di ritorno presso l’azienda. Il posto letto da “gentile concessione” era divenuto lo strumento per far diventare totalizzante la pratica di riduzione in schiavitù. Matteo voleva controllare la vita di Maria oltre le ottanta ore di lavoro. I diversi sms inviatele esplicitano la pretesa di sudditanza totale del corpo femminile: fino a giungere ad esplicite e volgari richieste sessuali. I limiti posti dalla lavoratrice torinese irritavano Matteo, e le discussioni divenivano sempre più feroci, finchè quest’ultimo ha deciso di cacciare violentemente Maria dall'albergo, creandole notevoli problemi per l’alloggio.
    A questo punto, Maria si è rivolta ad un attivista del nostro Comitato, ed inizia a raccontarle tutto. Quando Lorenza accompagna Maria ad incassare il denaro dovuto dall’albergatore, mette a fuoco che i colleghi non sono affatto solidali, dato che sono schiacciati nel proprio egoismo nel difesa dell magro salario, il posto letto ed alcuni regalini illegali, come possano esser droghe leggere. La voglia di giustizia ha spinto Lorenza ad accompagnare Maria presso diversi uffici, come quello dell’Ispettorato del Lavoro e dei Carabinieri per denunciare la dinamica di schiavismo eclatante dispiegato dall’albergatore romagnolo.
    Se l’inchiesta è un ballo fra narratore ed intervistatore. La voglia di giustizia è la musica che dà il senso a tale danza, battendo il tempo di una nuova solidarietà.

lunedì 17 gennaio 2011

DIARIO DI UN CAMERIERE INTERMITTENTE









Dopo essersi imbattuto in un colloquio di lavoro con un albergatore riminese, per qualche servizio serale durante le feste, Mauro decide di narrarci la sua esperienza in forma di diario. La pubblichiamo con piacere.

Rimini. 27.12.2010.

Sto andando in palestra dopo giornate di violentissime cene famigliari. Mentre chiacchiero con un mio amico mi telefona Bergamini, proprietario dell'Hotel America di Rimini Sud (nomi di fantasia).

Da circa sette giorni sono impegnato nella ricerca di lavoro per le serate durante le feste, ed in particolare per il Capodanno. Avevo parlato con Bergamini il 23 e si era mostrato possibilista, dato che stava aspettando un nuovo cameriere dal meridione.

Durante la telefonata rimase colpito dalla mia lunghissima esperienza, ma era dubbioso sul fatto che io potessi far tutta quella strada per lavorare, venendo da Cesenatico.

Il 28 mattina mi sveglio molto presto, mi infilo le scarpe da lavoro ed i pantaloni eleganti delle grandi occasioni. Controllo che nel borsello nero ci sia tutto, compreso il quadernino. Per partire devo un po' disperare dato che la sera prima non avevo avuto voglia di mettere la macchina dentro il garage, quindi il ghiaccio mi fa perdere cinque minuti e cresce la paura di arrivare in ritardo.

Arrivo all'Hotel America con tre minuti di anticipo, mi accoglie la segretaria, mentre mi avvicino all'ufficio soffro di strabismo, per guardare sia il titolare che la cameriera, presa dal suo lavoro con gli occhiali rossi abbassati.

Ci sediamo in una scrivania piena di carte e l'anziano albergatore, con la cravatta sotto la maglia a punta, mi chiede: “Quanti anni hai ? Permette che Le dia del «Tu»?, Sai, vi è una notevole differenza d'età, e credo che sia normale che Le dia del Tu”.

“Certo, Mi dia del Tu, signor Bergamini. Ho 28 anni, ed ho iniziato a fare il cameriere a 14 anni...” Mi prendo una pausa per aggiungere: “In un ristorante spinavo il pesce al tavolo...”

Ma mi interrompe, seppur con garbo, per narrare la qualità dell'Hotel: “Qui la gestione è casalinga, non ti chiediamo di sporzionare il pesce o altre cose del genere, se non in casi eccezionali. La nostra clientela lo richiede raramente, viene qui da decenni e soprattutto per la cucina. Sai, la dirige da sempre mia moglie ed è molto brava”

“E la sala?” Gli chiedo velocemente.

“Quella è sempre stata una mia passione, ho 70 anni e la mando avanti da 30, ho un'esperienza che mi viene riconosciuta anche nella Scuola Alberghiera, per questo non ho mai preso il maitre. Io controllo ed ho un rapporto di altissimo rispetto, per cui se mi accorgo che una ragazza lavora male la chiamo in ufficio, e le dico «Guarda il tavolo dei milanesi non è contento di te, ieri gli hai portato le lasagne fredde...»

“chiaro, con educazione è meglio,” assecondo.

L'albergatore precisa: “Qua si tratta di rispetto, io do rispetto, ma lo pretendo. Per cui se ci sono dei malesseri devono emergere subito, tanto più che qua siamo una grande famiglia, ed io ascolto i miei camerieri allo stesso modo con cui ascolto mio figlio. E se si lavora bene sono il primo a riconoscerlo e a premiarti”.

Provo ad inserirmi nella sua riflessione: “Ma in questi giorni gli orari sono quelli normali dell'albergo riminese?”

Il signor Bergamini me li descrive con precisione: “Ma l’eccezione è il capodanno, in cui mi vieni alle 17, e poi alle 4 di notte sicuramente abbiamo sistemato tutto, sai per le due o le tre se ne vanno tutti. Poi il primo e la domenica, gli orari sono quelli classici: la mattina dalle 7:00 fino alle 14:30 e poi si riprende alle 18 fino alle 21:30.”

Io prendo appunti sul mio quadernino tascabile, ma Lui si affretta: “Dai adesso non scriver con tanta precisione, poi se c'è da far un po' più tardi si fa, e se hai bisogno di un appoggio per riposarti ti troviamo un letto, così sei sempre qui”.

“Urca!, grazie grazie, sa, tornando a casa si spenderebbe un bel po' di tempo e di soldi in benzina.”

A questo punto il titolare cambia il tono della voce e domanda: “Ma te quanto mi chiedi?”

“Non so...veramente faccia Lei, io devo lavorare, ma faccia Lei, veramente...”

Ma Lui insiste: “Bisogna che mi dici un prezzo”.

Io prendo fiato e mi avventuro: “Una doppia premessa: sto aspettando la conferma da un altro ristorante (.. l’altra proposta mi era arrivata da San Marino), ma io preferisco lavorare da Lei, dato che mi propone tre giorni di lavoro invece di uno”.

L'albergatore non si vuole perdere in inutile e chiede precisazione: “Ma quindi, quanto ti hanno offerto di là?”

“200 euro per la notte di capodanno”.

Bergamini si irrigidisce, gli occhi gli escono fuori dalle orbite. “Evidentemente tu sei molto bravo ed è bene che vai a lavorare in quel ristorante,” dice tutto d’un fiato. Allora rimetto il discorso su un’ altra carreggiata: “Ma io voglio lavorare il più possibile per guadagnare il più possibile. Per cui Lei quanto mi offre per tre giorni di lavoro (Capodanno, il Primo e il due )?”

“200,” risponde prontamente, accorgendosi che io lo guardo con la bocca storta. “Tre giorni 200 euro è una cifra normale”.

Io con la mandibola ancora scomposta confermo:”Certo, certo, per un albergo è normale, io sono romagnolo e tutti i miei amici albergatori romagnoli mi avrebbero pagato così, e quelli che lei ha detto sono i classici orari”.

L'elegante riminese aggiunge: “ecco ottimo, fra romagnoli ci capiamo al volo e ci trattiamo da amici”.

Mi infilo in macchina e con il cellulare faccio l'operazione: 200 euro diviso 33 ore uguale sei euro all'ora, tenendo conto che questa estate guadagnavo otto euro all'ora, mi vengono i brividi.

Mi dirigo verso casa passando di fianco al palco quasi pronto per la diretta della Rai, ma la televisione di Stato racconterà un altro film e lavorerà per il bene di Bergamini, un modello di eleganza romagnola.

CONTROLLO DETTAGLIATO DELLA RITRIBUZIONE DI MAURO








Con una consulenza qualificata, abbiamo conteggiato quanto il nostro cameriere intermittente avrebbe dovuto guadagnare, lavorando secondo le condizioni descritte dell'albergatore Bergamini.

Consultando i contratti nazionali, abbiamo tenuto conto dei seguenti parametri:

-Paga oraria per il lavoro ordinario, lavoratore di quarto livello 7,93euro;

-Straordinario diurno, con maggiorazione del 30%: 10,30 euro;

-Straordinario notturno, con maggiorazione del 60%: 12,68 euro;

-Maggiorazione lavoro domenicale (10%) 0,79 euro per ogni ora di lavoro;

-Maggiorazione del 20% per il lavoro in giorno festivo;

-64,31 euro per non aver goduto del riposo in una festività (Il primo dell'anno).

Retribuzione giornaliera lorda

31.12.2010 : 103, 46 euro

01.01.2011: 158, 65 euro

02.01.2011: 101,66 euro

Totale lordo: 363, 77.

La differenza monetaria non impressiona, ma in percentuale il nostro elegante albergatore ha derubato del 50% del salario il potenziale cameriere, obbligando a prestare una giornata di lavoro gratuito su tre.

Un 3 x 2... da veteroschiavista.

martedì 31 agosto 2010

SCUSA, PERMETTI UN ULTIMO FURTO?



L'importanza di un contratto in regola per l'indennità di disoccupazione.


Caro lavoratore stagionale sfruttato malpagato deriso e derubato, se finalmente la stagione è finita e puoi tornare a ricordarti chi sei, dopo 12 ore al giorno, sappi che il tuo datore di lavoro non ha finito di rubarti dei soldi con l'ultima busta paga.
Infatti continuerà a farlo nel momento in cui percepirai la tua indennità di disoccupazione. Molto probabilmente, il datore non avrà versato all'Inps tutti i contributi che ti spettano e questo comporterà ancora una volta la stessa cosa: prenderai meno soldi.
Abbiamo fatto i conti relativi alla disoccupazione con requisiti ridotti, quella che puoi richiedere ogni anno, purché tu abbia 78 giorni di lavoro alle spalle nell'arco dell'anno. Li abbiamo fatti considerando 3 mesi di lavoro, giugno, luglio e agosto, per cui si conteggiano 92 giorni in tutto l'anno. Abbiamo preso come esempio un/a cameriere/a ai piani inquadrato/a con un sesto livello, che lavora 12 ore al giorno senza giorno libero.
Bene.
L'assegno che ti dovrebbe arrivare dall'Inps è di circa 3550,00 euro.
A quanto ammonta il tuo?
Ovviamente questi calcoli sono stabiliti per assurdo, poiché è illegale lavorare più di 48 ore a settimana, per di più senza giorno di riposo. Allora proviamo a rifare i conti supponendo che tu abbia lavorato effettivamente nei limiti legali, cioé 8 ore al giorno per 6 giorni a settimana: prendiamo come esempio di nuovo un/a cameriere/a ai piani inquadrato con un sesto livello, che abbia lavorato per 92 giorni in tutto l'anno.
Bene.
L'assegno che ti dovrebbe arrivare dall'Inps è di circa 2400,00 euro.
A quanto ammonta il tuo?

giovedì 8 luglio 2010

DREPTURILE TALE


Situatia voastra este reglementata de Contractul Collectiv Nazional de Munca pentru muncitori din sector turismului. Dragi sclavilor, sunt niste simple si clari articolele pe care trebuie sa i stiti. Art. 81 zice ca aveti dreptul de a fi re-angajati, vara urmatoara, in acelasi hotel unde munciti, cu cel putin acelas statut. Inainte de sfirsitul de trei luni de ultima ziua de munca (pe baza conctractului) trebuie sa trimiti patronul o recomandata cu chitanta (raccomandata con ricevuta di ritorno) in care specificati intentia voastra de a esercita dreptul de precedenta pentru anotimpul urmator. Puteti presenta modulul si direct la patronul, cerind ca va fi stampilat si semnat (il gasiti mai sus). In acest mod nu trebuie sa mai aveti frica de pierde loc de munca. De fapt non respectul de acest drept este echivalent la un concediere fara causa conforme. Asta-i nimic. Tineti-va bine sclavilor. Articolele din 199 pina 230 zice ca voi aveti acelasi drepturile de un muncitor stabil. Inseamna ca aveti dreptul la 13° lunar (salariu?) , aveti dreptul la 14° lunar, aveti dreptul la congediu (platite daca nu folosite). Evident tot in proportie cu perioada de munca desfasurata. Aveti timp sa cititi sau trebuie sa alergeti sa terminati vostre 12 orele de munca quotidiana, sclavilor? Articolul 97 zice ca voi trebuie sa munciti 40 de ore pe septamana , cu o ziua libera si ca maximum puteti face 8 ore suplimentare pe septamana!!! Aceste ore suplimentare trebuie platite 30% mai mult de celealte, in timp ca ore muncite de duminica sau intr-o ziua de sarbatoare 20% mai mult. Pentru cine face portarul sua in orce caz pentru orele muncite de la 24.00 pina la 6 dimineata salariu este marit de 60%. O stieti? Dar voi acum va ginditi “da, cine respecta normele? Noi preferam sa muncim mai mult, pentru ca asa castigam mai mult”. Atunci cititi tablite salariilor. Cit va dau dragi vostri patroni? 1400 de euro pe luna? 1600? 1700? Si va parca e mult, sclavilor? Ati vazut ca 1625.69 DE euro pentru un ospatar de 5° nivel, ar trebui sa le primiti pentru 40 ore de munca pe sAptamIna? Cu o ziua libera? Pentru ca trebuie sa calculati si toate elementele (TFR, 13°, 14°, congediu) prevazute de contractul si de legile. Voi castigati, daca merge bine, acelasi bani pentru a munci 80 ore pe saptamina. Sclavi mai inteligenti intre voi se gindesc “da, este adevarat, dar ei ne dau si masa si casa”. pentru ca acesta este cel care hotelieri zic, si zic ca daca voi ati sa inchiriati o camera acum, cu preturile actual, o ati plati foarte scump. Stiti de ce zic asa? PENTRU CA VOI NU STITI CA MASA SI CASA AU PRETURILE CONVENTIONATE DUPA LEGE, FOLOSIND INTELEGERILE INTRE ASOCIATILE HOLIERI SI MUNCITORI. NU STITI CA NU VA FAC NICI UN CADOU. Aveti inca timp? Vreti sa stiti preturile acestea? O masa (pranz, cina) costa 0,70 euro. Un micul dejun costa 0,12 euro. Un innoptare costa 0,75 euro. Tot de micsora din salariu. Aveti chef de face socotelile? Sa luam hartie si stilou si calculam citi bani va fura prieteni vostri hotelieri: luam ca exemplu casul cel mai comun, un chelner, un barman, un factotum, o femeie de serviciu care munceste 12 ore pe zi. Considera tarifele de mai sus si cit trebuie platite orele suplimentare si prestate in zile de sarbatoare. Incepind din salariu de baza, calcoland ca muncesti 84 de ore pe saptamina fa o rapida socoteala. Scazi aceia 68.1 euro pentru masa si casa ....... da, socoteala este exacta, ar trebui sa catigi mai mult de 3000 de euro pe luna. Sau 1615.69 fara ore suplimentare, cu o ziua libera, 40 de ore pe saptamina. Stim ca voi munciti in medie 10,11 sau 12 ore pe zi, stim ca nu aveti ziua libera, stim ca o faceti pentru ca nu aveti alternative, stim ca la voi situatia este mai rea, stim ca daca va opuneti riscati sa pierdeti loc de munca. Dar acum si voi stiti. Stiti care sunt drepturile vostre , stiti ca nu va fac nici un cadou, stiti ca munciti ca sclavi, stiti ca daca va opuneti veti fi respectati, sti ca daca veti avea curajul de a face controversa, o veti castiga, sti ca daca mergeti la un sindicat ei vor va ajuta, stiti ca aveti dreptul de precedenta pentru anul viitor si amenintarile a patronilor va vor face ride. Noi nu suntem sincalisti, suntem numai un grup de baieti si femei care s-au ridicat si acum sunt tratati ca finte umane si nu ca sclavi. Ne am saturat de dragi antreprenori di sector turistic de acesta zona. Scumpi, prea scumpi, daca consideram cit costa la muncitorilor.

mercoledì 16 giugno 2010

Questa è la nostra campagna!!!


Siamo anche su Facebook con il gruppo dei dipendenti stagionali della riviera romagnola

mercoledì 10 marzo 2010

DIRITTO DI PRECEDENZA

ESSERE RIASSUNTI LA STAGIONE SUCCESSIVA E' UN VOSTRO DIRITTO

Vogliamo ribadire che il decreto legislativo 368/2001 e la legge 247/2007 vi danno il diritto di essere riassunti nella stessa azienda turistica in cui avete lavorato la stagione precedente. Anche se avete litigato col datore di lavoro, discusso per reclamare i vostri diritti o persino intentato una vertenza!...Quindi al termine di ogni stagione non dovete sperare in un suo atto di magnanimità, ma sarete VOI a decidere se tornare o meno in quello stesso posto di lavoro. Non vi resta che copiare il modulo presentato in basso e successivamente:

  • Stamparlo in duplice copia.
  • Spedirne una copia all'indirizzo dell'azienda turistica tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure consegnarla direttamente a mano al datore di lavoro. Nel secondo caso dovete conservarne una copia timbrata e firmata dal datore di lavoro.
  • Il modulo dev'essere comunque inoltrato ENTRO TRE MESI dalla data di scadenza del contratto.

IL MODULO

alla Ditta _______________
______________________
______________________

Oggetto: Domanda con diritto di precedenza

_l_ sottoscritt_ _______________________________________nato/a il _________________
a __________________________ prov. ___ residente a ____________________ prov. ___
via _______________________________n. ____ C. F. _______________________________
avendo prestato attività lavorativa presso la Ditta ___________________________________
_________________________________________________________________con sede nel
Comune di ______________________________dal ________________al _______________
con la qualifica di _________________________________

C H I E D E
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 comma 9 e 10 del DLGS n. 368/2001, di usufruire del
diritto di precedenza per i lavori che si dovranno effettuare presso la medesima azienda e per
la medesima qualifica nel corso dell’anno ________________.

Data, lì ………………………………………………

CON OSSERVANZA
………………………………………………………………..
(firma del lavoratore)

domenica 21 febbraio 2010

INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE



UN ALTRO BUON MOTIVO PER PRETENDERE UN CONTRATTO PIENAMENTE IN REGOLA.
I lavoratori stagionali hanno diritto a richiedere l'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, ovvero un sussidio destinato a coloro che lavorano meno di 6 mesi continuativi.

DISOCCUPAZIONE CON REQUISITI RIDOTTI
scadenza di presentazione della domanda: 31 Marzo.
A CHI SPETTA:
- Ai lavoratori che nell'anno solare precedente la domanda hanno lavorato almeno 78 giornate, comprese le festività e le giornate di assenza indennizzate (malattia, maternità ecc.), quindi le 78 giornate sono da intendersi quelle comprese nel contratto di assunzione, inclusi i giorni di riposo.
- Ai dipendenti che hanno almeno un contributo settimanale (con la qualifica di operaio/a, in quanto non è sufficiente quella di apprendista), versato almeno due anni prima l’anno di presentazione della domanda, comprensivo di quota di disoccupazione. Pertanto consigliamo di verificare se il datore di lavoro si sia fatto carico di versare la quota di disoccupazione, visibile in busta paga, sin dal primo anno in cui il lavoratore non è
più apprendista.
- Spetta, di regola, per un numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate nell'anno precedente e per un massimo di 180 giornate, superate le quali la disoccupazione con requisiti ridotti viene calcolata come differenza sulle giornate non lavorate.
QUANTO SPETTA
L’importo è pari al 35% della retribuzione media giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per i giorni successivi, nei limiti di un importo massimo mensile lordo di 858,58 €, elevato a 1.031,93 € per i lavoratori che hanno una retribuzione lorda mensile superiore a 1.857,48 €.
LA DOMANDA
La domanda di indennità di disoccupazione con requisiti ridotti deve essere presentata all’Inps o presso gli Enti di patronato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui è cessato il rapporto di lavoro. Il modulo di domanda è disponibile presso gli uffici Inps e sul sito www.inps.it, nella sezione “moduli”. Affinché risulti più semplice la compilazione della domanda, consigliamo di rivolgervi ad un sindacato il quale, ai non iscritti, detrarrà una quota intorno la 3% (Cgil) dell’importo spettante al lavoratore, per lo svolgimento della pratica, mentre per i tesserati il servizio è gratuito.
IL PAGAMENTO
L'indennità può essere riscossa:
-Allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale.
-Mediante bonifico sul proprio conto corrente bancario o postale;
In questo caso devono essere indicati anche gli estremi dell'ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione, nonché il codice IBAN.
IMPORTANTE:
In base alla legge finanziaria del 1999, l'indennnità di disoccupazione non spetta a chi si dimette volontariamente. Fanno eccezione le lavoratrici madri e coloro che si sono dimessi per "giusta causa", ovvero per mancato pagamento della retribuzione, per molestie sessuali, per mobbing ecc.



martedì 1 settembre 2009

LE LETTERE DEI LAVORATORI AL COMITATO

Dal momento che sempre più lavoratori ci scrivono, abbiamo deciso di creare uno spazio dedicato alla loro voce.



LETTERA DI GIOVANNA

Egregio comitato, navigando nel mare magnum (e non placido) dei diritti dei lavoratori, ho trovato,con piacevole sorpresa, il vostro sito. Questa la mia esperienza.
Sono laureata in lettere ma, per vari motivi, da aprile faccio l’addetta al ricevimento in un albergo a quattro stelle nel Salento. Ho appena iniziato, e lavorerò per sette mesi…sette giorni a settimana, otto ore al giorno, senza pausa(a stento riesco ad andare un attimo in bagno!arrivo a casa affamata!). Nessuna retribuzione per il lavoro straordinario, lavoro anche (naturalmente) nei giorni festivi, il tutto per €850 al mese. Non sono una extra comunitaria, conosco i miei diritti, ma ho esultato quando una cara amica di famiglia( il lavoro qui si trova solo così), titolare appunto dell’albergo, mi ha fatto questa proposta.
Non avevo nessuna esperienza in merito, e mi è sembrata una manna dal cielo dal momento che è praticamente impossibile trovare lavoro( del resto se così non fosse farei ciò per cui ho studiato). Certo, anche la nostra amica è stata contenta di assumermi…a quel prezzo! E sarei ipocrita se non dicessi che le fa comodo presentare un’addetta al ricevimento bella, colta, elegante et cetera et cetera. Rimango felice, è un lavoro bellissimo, ma che grande fregatura! Se volessi far valere i miei diritti mi metterebbero alla porta , quella di servizio naturalmente! In quest’altalena di sentimenti, tra la gioia e la frustrazione, faccio la mia esperienza; se non altro ci sarà qualcosa di più concreto nel mio curriculum, che al momento è solo un curriculum studiorum, anche se da 110 e lode; ma questo pare non interessare ai fini lavorativi. In un caso come il mio, e ritengo sia solo uno dei tanti, cos’altro potrei fare?!
Vi ringrazio per l’attenzione, e per un’eventuale graditissima risposta.
Cordiali saluti.
Giovanna

IL COMITATO RISPONDE

Ciao Giovanna, Siamo felici della tua lettera, dal momento che hai iniziato a raccontare la tua storia. Potrebbe sembrare un mero sforzo narrativo, ma crediamo che sia un primo passo di fuoriuscita dalla quella situazione di solitudine ed impotenza in cui ci hanno collocato.
La loro narrazione ci vuole impotenti, impreparati e monadi incapaci di comunicare e creare pratiche di solidarietà. Noi ci ritroviamo realmente ed idealmente nella tua biografia, poichè siamo: laureati o studenti prossimi al titolo, stiamo facendo o faremo lavori stagionali, giornalieri e sottopagati.Ma una riflessione ci ha spinto a mettere i manifesti gialli e costruire il blog: Raccontiamo la nostra quotidianità per quella che realmente è, non deleghiamo questo lavoro a nostri coetanei che devono accettare direttive da un direttore di giornale, che impone una determinata informazione facendo sempre leva sulla minaccia del licenziamento, siamo fuori dalla retorica della comunità felice in cui tutti sorridono e sono pronti ad aiutare il prossimo, dato che non esiste, il mutualismo lo stiamo costruendo e sarà parte integrante del disvelamento: nel conflitto impareremo tante cose!
Siamo consapevoli di non essere impreparati, anche se in ogni colloquio provano a convincerci di questo, di non essere sfigati, come singoli lavoratori, dal momento che vi è una situazione diffusa di precarietà e la crisi economica è reale, ma allargando la Rete siamo Potenti. La tua indignazione è una ricchezza anche per Noi.Quindi in questa prima risposta non abbiamo magie da proporti non conoscendo l’azienda in cui lavori, bisognerebbe capire se esistano colleghi con cui puoi collaborare,si deve valutare come tu possa migliorare la tua condizione, dato che salario giusto e il giorno libero sono dei tuoi diritti, senza avere ritorsioni durante la stagione.Se tu fossi intenzionata a portare a termine la stagione dovresti valutare pratiche di autodifesa quotidiana, per poi realizzare una vertenza finale per recuperare quello che non ti hanno dato! Dobbiamo essere onesti nei tuoi confronti, non abbiamo soluzioni in tasca: dal momento che anche noi accettiamo certe condizioni per sopravvivere ed essere autonomi, anche perché in Italia non esiste uno Stato Sociale all’altezza della frase.
Siamo giovani in tutti i sensi … il comitato non ha neanche un anno: Stiamo costruendo rapporti con avvocati che lavorano in Emilia-Romagna e con sindacalisti, ma senza nessuna illusione verso quest’ultimi. Quindi cresceremo anche attraverso il dialogo con Te, e con la Tua terra, da cui provengono alcuni dei nostri genitori e tantissime lavoratrici stagionali che vengono nella Riviera Romagnola per farsi sfruttare …Abbiamo riflettuto su possibili manifesti da affiggere in provincia di Lecce, spettacoli teatrali a Foggia, ma questi sono solo sogni, per ora: quindi stiamo in contatto e ragioniamo insieme su come migliorare le Nostre condizioni !
E magari puoi iniziare a scrivere sul Nostro blog!Ci inducono a pensare che sia uno passaggio necessario, un sano sacrificio necessario, ma rischiamo che dopo questa dura stagione ci sia uno stage gratuito,un lavoro sottopagato per qualche cooperativa, un rapporto medievale con qualche professore o amministratore.
La Dignità è una conquista quotidiana e Collettiva.
Sinceri Saluti,
Comitato Schiavinriviera

LETTERA DI VERA
Questa mattina, ho visto il manifesto giallo, ho fatto un giro sul vostro sito ed eccomi qui. Diciamo che mi chiamo Vera.
Sono una "veterana" del lavoro stagionale. Dopo 18 anni di albergo ho finalmentecambiato e dalla fine della stagione 2003 negli alberghi del riminese sono entrata solo per salutare gli amici che ancora ci lavorano. Quasi vent'anni di stagioni lasciano il segno e mi sento quindi sempre partecipe. 77 ore in settimana sempre di corsa sempre sorridendo. Quando si avvicinava la primavera anzichè gioire della bella stagione, sentivo arrivare il mio periodo di reclusione annuale ogni anno più dura.
5 mesi almeno senza tempo per se, 5 mesi di vita sospesa. Sentimenti e intelletto ibernati, si regge solo di nervi, e quando finalmente arriva ottobre i primi giorni di libertà scorrono in una nebbia di stanchezza che solo allora ci si può permettere di assecondare, qualche giorno di febbre e poi finalmente si comincia a riprendere vita.
Un anno lavorai in un hotel nel quale la giovane sposa del gestore (La Padrona) arrivava dritta dritta da Milano con per bagaglio tutta la sua "milanesitudine"- Noi si che lavoriamo , noi si che siamo bravi che sappiam lavorare non voi, ma quante storie per un po' di fatica... ecc ecc. Ad agosto stravolta un giorno mi guardò e disse: -ma questo non è lavorare, è tirare al suicidio-
Condivido.
Per arrivare in fondo a certe stagioni non bastano le spalle ampie, servono le palle. Ho visto varie persone arrendersi prima della fine oppure provata una stagione rinunciare a tentarne altre. Sono loro ad essere nel giusto, non noi che abbiamo contribuito a perpetuare un sistema di sfruttamento intensivo.
Esistono alberghi con gestioni più o meno corrette, con titolari più o meno rispettosi, con paghe quasi decenti o da schiavisti, ma tutti , cattivi o "buoni" che siano lucrano abbondantemente sul nostro lavoro.
I proprietari di un hotel nel quale ero stata alcuni anni, ad un certo punto decisero di smettere e di affittare, parlando con loro dei nuovi gestori particolarmente "tirati" con noi dipendenti mi dissero:
- E' che non si rendono ancora conto di che cospicuo guadagno dia un albergo.-
Avete mai dato un' occhiata alle denunce dei redditi dei nostri cari albergatori? No? Ma prendono meno di noi! POVERIIINI!
Mi sono vista alle volte negare il pane fresco, altre volte mi è stato detto di prendere tutto cio di cui avessi avuto bisogno. Sicuramente nel secondo caso hanno risparmiato e guadagnato meglio. Non si mette la museruola al bue che ara. Si potrebbe raccontare e scrivere a lungo anche cose "istruttive" per i cari clienti, si potrebbe raccontare del pane gratuggiato servito in tavola mescolato al formaggio per risparmiare, all' olio di semi mescolato con un po' (poco mi raccomando) di "verdone" (un olio di sansa molto forte di odore e colore), delle bottiglie di superalcolici di marca riempite con gli omologhi da hard dicount e servite al bar, delle bottiglie di vino ricreate coi fondi di quelle avanzate.....
Sapete vero cos'è il "Vitello Basso"? E' quello con la codina a ricciolo tutto rosa da cui ricavano quelle belle bistecchine "di vitello" da servire in sala.
Un'anno il titolare dell'hotel venne da noi con delle lettere di licenziamento in bianco, diceva che, in seguito ad una nuova legge, la dovevessimo firmare tutti. Fece l'errore di chiederlo per prima a me che ero la meno vulnerabile. Ho raccolto tutti gli altri, ne abbiamo parlato, alcuni pensavano fosse normale, non sapevano fosse un soppruso. Nessuno ha firmato. Basta così meglio non proseguire.
E' comunque certo che, come voi vi impegnate a fare, la priorità sia quella di fare in modo che si crei una coscienza collettiva da parte dei lavoratori stagionali, purtroppo spesso abbandonati da parte dei sindacati ufficiali. Non ho mai visto nessuno, dove ho lavorato, che ci spiegasse quali sono i nostri diritti e come tutelarli.